STUDI SUL CORPO ANTROPOLOGICO. MATRICI RITO CORPO CONTEMPORANEO/ARCAICO

Esito di laboratorio/residenza
ITALIA

Prima nazionale

AB Dance Research (Lazio) 

“Studi sul corpo antropologico. Matrici rito corpo /archivio arcaico contemporaneo”

Esito del laboratorio di ricerca coreografia condotto da Adriana Borriello con la collaborazione musicale  Antonella Talamonti.

Il progetto è stato realizzato con il contributo di:

ResiDance XL - luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche - Azione della Rete Anticorpi XL - Network Giovane Danza D'autore coordinata da L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino.

All’interno del progetto “Danza e Inclusione Sociale Selargius 2021"

Al percorso di residenza, iniziato il 21 settembre, partecipano 14 danzatori, tra professionisti e non, l’antropologo Alessandro Deiana e il musicista Marco Caredda.

In qualità di partner del Network Anticorpi XL, il FIND aderisce all’azione ResiDance XL il cui obiettivo è quello di promuovere, con organicità e continuità, un progetto nazionale per lo sviluppo delle residenze coreografiche.

Per la scena del presente e gli sguardi verso il futuro, ResiDance XL sostiene la ricerca di coreografi e coreografe, danzatori e danzatrici che desiderano vivere le residenze per riflettere e agire sui processi di creazione e produzione di nuove opere contemporanee, nelle relazioni fra artisti e artiste, operatori e operatrici, critici, pubblico e comunità di riferimento. Tempi e luoghi di sperimentazione, per tracciare una mappa di laboratori del contemporaneo che permettano agli artisti di lavorare al proprio interno e allo stesso tempo di confrontarsi con altri sguardi d’autore, divergenti, delle scene d’arte e delle vite quotidiane, fra stanzialità e nomadismo, vocazioni e necessità, vie maestre e strade di periferia.
L'azione garantisce un minimo di due periodi di residenza per ciascun autore/autrice da svolgere ognuno in una struttura diversa per incentivare l'attraversamento di luoghi e  il confronto con le diverse comunità di riferimento, evidenziando le caratteristiche e le qualità delle singole strutture di residenza e, contemporaneamente, il valore unitario delle differenze, necessario per immaginare e costruire nel tempo il mosaico delle esperienze: un progetto articolato di residenze coreografiche e di dialoghi tra maestri e nuove generazioni.

 

Adriana Borriello è un grande ritorno per la Sardegna. Infatti nei primi anni ’80 condusse corsi e stage di danza contemporanea organizzati da Paola Leoni (dall’83 all’89) e presentò gli spettacoli “Capricci” (1984) e “Midi Minuit” (1985), insieme al coreografo Pierre Droulers.

Danzatrice, coreografa e pedagoga, Adriana Borriello si è formata all’Accademia Nazionale di Danza e alla scuola Mudra di Maurice Béjart. Dal 1986, anno di fondazione, in Francia, della sua prima compagnia, porta avanti un’articolata attività artistica autonoma che si divide tra coreografia, pedagogia e collaborazioni esterne. Oltre agli studi di danza e a un percorso di approfondimento dedicato al Tai Chi, ha partecipato alla nascita del gruppo belga Rosas di Anne Teresa de Keersmaeker, collaborando alla creazione e danzando nello spettacolo-manifesto della compagnia, Rosas danst Rosas. Come interprete e co-autrice, ha collaborato con Pierre Droulers, con il quale ha creato spettacoli come Midi-Minuit e Palindrome.

Ha collaborato con compositori come Michael Nyman, Giovanna Marini, Massimo Coen, Daniel Bacalov, Francesco De Melis e musicisti quali Alexander Balanescu e Gilda Buttà.

Attualmente, Adriana Borriello è direttrice artistica di AB Dance Research e del programma di formazione triennale per danzatori e coreografi Da.Re. Dance Research.

 

 

 

 

 

Studi sul corpo antropologico. Matrici rito corpo contemporaneo/arcaico

 

“Le mie prime ricerche coreografiche ispirate al rito, alle tradizioni popolari e all’etnocoreologia risalgono ai secondi anni ’90. 

Tammorra, del 1997, è il primo dei miei spettacoli antropologici, Chi è devoto, del 2006, è l’ultimo.

Sono molto legata a quegli spettacoli e ai processi che li hanno generati. Stranamente la loro natura arcaica mi richiama continuamente e mi risuona sempre così attuale, così contemporanea. Essi contengono qualcosa di primordiale e generativo.

Ho sentito più volte il bisogno di tornare lì a rimestare in quei materiali coreografici, rimetterci le mani per nuove plasmazioni,come quando si torna a casa dopo tempo e si guarda nelle proprie cose e si sposta si getta si ammoderna si riconsidera si riparte. 

Ora è giunto il momento di una ristrutturazione.

Voglio partire dai materiali di quegli spettacoli per aprire a nuove ricerche coreografiche, voglio usare quel vocabolario, quei gesti, quelle partiture, le pratiche che li hanno generati come matrici di nuovi processi, nuove strade da percorrere, nuovi oggetti da costruire.

Voglio nutrirmi di nuovo di quei vecchi pezzi coreografici, guardare con occhi nuovi al vecchio e aprire a nuovi incontri, nuove ricerche sul campo, nuovi corpi, altre possibilità.

La questione ora si sposta qui e ora e apre al dialogo tra prima e dopo, vecchio e nuovo, tradizione e innovazione, conservazione e progresso, uguale e diverso, ripetizione e cambiamento, arcaico e contemporaneo.

Processione, Rosario, Urlo, Infilo, Festa, Piccole Possessioni, Bella Ciao… sono alcuni dei pezzi-matrici da cui vorrei ripartire per nuove trasfigurazioni.

In concreto vorrei realizzare una serie di laboratori di ricerca in diversi territori, in particolare dell’Italia del sud, della Spagna e dei Paesi del Mediterraneo, con diversi gruppi di performer; ogni tanto vorrei anche condurre qualche sessione di lavoro con gente comune, probabilmente non giovane. Vorrei dedicare un tempo alla preparazione dei laboratori che includa lo studio delle tradizioni del luogo e l’incontro con studiosi di quelle tradizioni (antropologi, etnomusicologi, musicisti… gente che pratica per trasmissione diretta).

Vorrei nutrirmi di ciò che quei territori offrono come tradizioni popolari ancora vive o esistenti solo nei racconti e nelle memorie della gente – mitologie – e magari nei loro corpi ignari di portare tutto quello. 

Vorrei sollecitare i loro corpi antropologici, far emergere i semi antichi e le memorie profonde – non solo quelle proprie – dal fondo dei loro corpi contemporanei. Attraversare gli strati e favorire l’incontro tra la superficie, l’attuale e l’ordinario con quel sé antico, ancestrale, primordiale, arcaico che può emergere solo dal profondo – dei tempi, delle memorie – e in condizioni non ordinarie.” (Adriana Borriello)

 

Si ringraziano:

il Comune di Selargius che ha messo a disposizione gli spazi del Teatro Si ‘e Boi e l’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo