28-29-30 settembre 1 ottobre
Vetrine dei Negozi del Centro Storico
Balletto di Sardegna | Showindows 2026 - PRIMA ASSOLUTA
In collaborazione con il Consorzio Cagliari Centro Storico e Associazione Strada Facendo
Negozi: Martino Midali, Fashion Vintage, Caffè Letterario, Davide Marcello
Balletto di Sardegna | Showindows 2026 - PRIMA ASSOLUTA
In collaborazione con il Consorzio Cagliari Centro Storico e Associazione Strada Facendo
Negozi: Martino Midali, Fashion Vintage, Caffè Letterario, Davide Marcello
Showindows nasce nel 2018 come evento introduttivo del FIND, come performance che porta la danza fuori dal teatro e la inserisce nel cuore della quotidianità. I danzatori danno corpo al movimento dietro una vetrina, tra manichini e abiti, trasformando uno spazio commerciale in un luogo scenico inatteso e accessibile. La vetrina diventa così un confine da attraversare e, allo stesso tempo, un punto di osservazione privilegiato per sperimentare nuove relazioni tra corpo e spazio e offrire al pubblico un punto di vista inconsueto.
L’obiettivo è irrompere nella quotidianità e inserire lo straordinario nell’ordinario, decontestualizzando la danza e avvicinandola a un pubblico più ampio.
Dal 2018, Showindows sorprende ed emoziona i passanti delle vie del centro con performance sempre differenti, ideate da diversi coreografi della scena italiana e internazionale della danza contemporanea e interpretate, ogni anno, da nuovi performer.
La performance 2026
Spazio Comune
Coreografia: Rocco Suma
Danza: Flavia Giuliani, Marek Pisanu, Rebecca Preta, Salvatore Sciancalepore, Sofia Zanetti
Produzione: ASMED - CRID Sardegna
Nasciamo liberi per finire in una gabbia fatta di occhi e di sguardi.
Come merce in vetrina, siamo costantemente sotto osservazione: dagli affetti più vicini ai giudizi più distanti degli sconosciuti, nell’ambito familiare, affettivo, emotivo, lavorativo, sociale e mediatico.
La performance nasce dalla volontà di interrogarsi su questi meccanismi e di educarci all’ascolto, alla condivisione e all’accettazione del “diverso”. Una prassi capace di creare connessioni autentiche e di restituirci una libertà reale, non fittizia.
La socialità può diventare così uno strumento di crescita ed evoluzione collettiva, affinché nessuno rimanga indietro o si senta fuori posto. Una società costruita sull’armonia delle differenze, delle intersezioni e degli adattamenti, nella quale ogni individuo possa convivere con gli altri senza rinunciare alla propria identità.

