FESTIVAL
INTERNAZIONALE
NUOVA
DANZA
44
44ª edizione

19 settembre - 31 ottobre
Le classique c'est chic!
Sab 10 ottobre dalle h 21 | Teatro Carmen Melis
ResExtensa Dance Company (Puglia) | Wolf Spider
DanceHausPiù Centro Nazionale di Produzione della Danza (Lombardia) | Scighera
ResExtensa Dance Company | Wolf Spider
Direzione artistica: Elisa Barucchieri
Direzione artistica e coreografia: Mattia Russo e Antonio de Rosa, in collaborazione con i danzatori
Interpreti: Martina Anniciello, Giacomo Bertoni, Francesca De Chirico, Moreno Guadalupi,
Julien Guibourg, Fabiana Mangialardi, Alice Zucconi
Musica originale: Alejandro da Rocha
Voce: Enza Pagliara
Percussioni: Elisa Barucchieri, Enza Pagliara
Costumi: Luca Guarini
Luci: Alessandro Catacchio, in collaborazione con Mattia Russo e Antonio de Rosa
Produzione ResExtensa Porta d’Oriente Centro Nazionale di Produzione della Danza
Coproduzione Canova22 Con il sostegno di Logica Group
Sostenuto da: MIC, Regione Puglia, AREA Mediterranea – Artisti nei Territori, Comune di Bari
Un viaggio che intreccia mito, tradizione e contemporaneità; ispirato al tarantismo pugliese – in cui il morso simbolico della tarantola induceva uno stato di frenesia liberato attraverso musica e danza – reinterpretato come metafora universale di crisi interiore, sofferenza e rinascita. I danzatori incarnano l'intensità della pizzica nelle sue molteplici forme: dal corteggiamento, in cui è consentito solo sfiorarsi, ai duelli simbolici della pizzica scherma, fino ai gesti convulsi della taranta. I loro movimenti trasmettono un'energia rituale capace di liberare tensione e dolore in un atto di trasformazione. Attraversata da simboli radicati nella cultura e nel paesaggio pugliese, la scena, dominata da contrasti di ombra e luce, evoca il ciclo di morte e rinascita e la resilienza degli ulivi, capaci di rigenerarsi e raccontare la forza di una terra viva. La musica, ispirata alla pizzica tradizionale, e il ritmo del tamburello conducono i corpi in una trance rituale. Il rito si trasforma: ciò che un tempo era danza terapeutica oggi riaffiora nella trance dance e nei gesti viscerali delle nuove generazioni. La danza diventa così ponte tra passato e presente, tra comunità e individuo, tra bisogno e salvezza. In un mondo sempre più globalizzato e frenetico, la performance invita a riscoprire le radici come atto rivoluzionario di consapevolezza e appartenenza.

Foto di Veronica Condello
DanceHausPiù Centro Nazionale di Produzione della Danza | Scighera
Di Matteo Bittante
Danza: Barbara Allegrezza, Nicolò Castagni
Costumi: Tom Rebl
Produzione DANCEHAUSpiù
Scighera entra nella vita, nelle piazze, nei cortili, bagna i corpi, pervade con i suoi inafferrabili disegni le paure, l’immaginario di tutti. È così che viene chiamata dai milanesi la fitta nebbia che durante i mesi invernali nasconde il paesaggio della Val Padana, che confonde le distanze e che diventa l’involucro di offuscate, vaghe e fugaci immagini. Immagini che si dissipano in un paesaggio in costante mutamento, tra ciò che si fa tacere e ciò che si mostra. Per la prima volta Matteo Bittante si avvicina alla creazione di uno spettacolo trattandolo come un organismo vivente. Un organismo in cui coesistono diverse performance che si lasciano svelare, scoprire e decomporre dal velo materiale e immaginario della nebbia. Ogni frammento coreografico svela sguardi diversi su tematiche contemporanee e un pensiero che muta, si decompone e si mostra per ciò che è o non è.

Foto di Eros Brancaleon