La danza fin dalle origini della civiltà è stata al centro di riti collettivi che scandiscono i momenti fondamentali della vita della comunità in rapporto agli eventi e al ciclo della natura – il tempo della semina e del raccolto, le nascite, i matrimoni e i funerali, la guerra e la pace – con funzioni di celebrazione e auspicio, come spazi di aggregazione e condivisione di forte valore simbolico e identitario – ai confini del sacro – in virtù del potere ipnotico e catartico del movimento e dell’espressione corporea che rompono gli schemi del quotidiano per rispondere a un’intima esigenza in una sintesi di forza e bellezza.

Se l’arte racchiude l’esperienza del sublime, rappresenta l’espressione più alta dello spirito umano, ogni sua declinazione e incarnazione trova nutrimento nel reale oltre che nell’immaginario, non può prescindere dal contesto né dalla propria epoca: sia pure scegliendo e attuando il dissenso e mantenendo una distanza critica,  e ogni gesto artistico è necessariamente “politico” perché riferito alla dimensione della polis – ovvero della comunità – anche nel caso che la rinneghi e ne re respinga valori e regole.

Il Festival condivide da sempre la visione della danza come strumento di crescita personale e sociale e propone vari progetti che pongono la danza e il movimento in contesti collettivi a favore di aggregazione, integrazione e interazione sociale. 

Spettacoli

Pabillonis - Centro Aggregazione Sociale

11 novembre ore 9,30 e 11,30 - J.P. Sylvia Plath (Tocnadanza)

11 novembre ore 17 - Moon (Gruppo E.Motion)

13 novembre ore 17 - Anestesia dei Sentimenti (Danza Estemporada)

20 novembre ore 18 - La Fantastica Storia di Giannino e il Gatto (ASMED)

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